Roma, li 14/04/2026
Il 14 aprile 2026, il presidente Claudio Simion e l’Avv. Alessandro Gaetani hanno esposto la posizione dell’associazione COMILVA in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus Sars-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da Sars-CoV-2 (Legge n. 22 del 5 marzo 2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del 13 marzo 2024) - XIX Legislatura (dal 13 ottobre 2022).
Potete seguire la registrazione dell’evento sul canale istituzionale all’indirizzo https://webtv.camera.it/evento/30925 e il post pubblicato sul nostro canale Telegram all’indirizzo https://t.me/comilva/748 .
Sono state depositate tre documentazioni.
La prima, una relazione descrittiva sintetica per evidenziare le carenze e le omissioni presenti nel Consenso Informato, rispetto agli effetti e ai rischi noti derivanti dalle evidenze prodotte in fase autorizzativa e dalle prove emerse durante la somministrazione dei cosiddetti vaccini anti Covid-19, a partire dal 27 dicembre 2020. L’intento è stato quello di dimostrare come l’informazione istituzionale sia stata fuorviante, parziale, lacunosa e omissiva, alla luce dei dati e delle conoscenze disponibili, rendendo, di fatto nullo il Consenso Informato espresso dai cittadini, sia dal punto di vista sostanziale che giuridico. L’articolazione del documento è la seguente:
- Il Contesto, ovvero efficacia e sicurezza dei farmaci Comirnaty e Covid-19 Vaccine Moderna;
- L’alterazione del Consenso Informato attraverso l’inganno semantico e l’omissione di informazioni fondamentali;
- Il DL 44/2021 e L'escalation Coercitiva, il Green Pass;
- Le responsabilità istituzionali;
- I quesiti fondamentali che minano la validità del contenuto del Consenso Informato utilizzato nella campagna vaccinale: L'algoritmo OMS e la "ghigliottina" dei 14 giorni;
- L’irrazionalità scientifica dell’obbligo vaccinale per persone di età inferiore ai 50 anni;
- Il Fallimento del Modello RSA, tra falsa sicurezza e crudeltà;
- L’esperienza della IV Commissione di inchiesta Uranio Impoverito: un precedente da considerare.
La seconda, una presentazione di supporto all’esposizione.
La terza, un fascicolo di approfondimento che espone i dati in modo più ampio, così come i temi del consenso informato e del principio di precauzione.
Alla luce dei fatti, dei dati e delle evidenze documentali esposte, si evidenzia come nella gestione dell’emergenza, causata dalla diffusione epidemica del virus Sars-CoV-2 e nelle misure adottate, si sia verificata una vera e propria frattura del patto di fiducia tra Stato e Cittadino generata anche dall’adozione di un Consenso Informato che ha violato i principi di verità, trasparenza e precauzione.
Le richieste presentate alla Commissione:
- L’accertamento delle Responsabilità sul cosiddetto "Inganno Semantico";
- I criteri di farmacovigilanza anche attraverso la programmazione di confronti in contradditorio per accertare l'entità della sottostima degli eventi avversi gravi;
- Le basi scientifiche e i flussi documentali che hanno portato alla "raccomandazione attiva" per categorie escluse dai trial registrativi, quali donne in gravidanza e soggetti fragili, in assenza di dati consolidati sulla sicurezza a lungo termine;
- La valutazione del danno creato ai giovani e ai minori per la sperequazione del rapporto rischio-beneficio per la fascia 0-25 anni nella somministrazione vaccinale;
- L’illegalità dei Moduli di Consenso Informato laddove le informazioni fornite ai cittadini risultino parziali o difformi dai report tecnici degli enti regolatori (EMA/FDA) e dalle prove scientifiche disponibili nel corso del tempo.
La ricerca della verità su quanto accaduto non costituisce soltanto un doveroso atto di giustizia per i danneggiati e per chi ha subito la sospensione dei propri diritti fondamentali, ma rappresenta l’unico strumento per ricomporre un patto sociale costituzionale profondamente lacerato.
Appare un obbligo morale e giuridico imprescindibile per le Istituzioni indagare, individuare e accertare le responsabilità dei fatti e consegnare alla magistratura ogni elemento utile alle indagini e contribuire a correggere ognuna delle distorsioni ancora presenti nel sistema di acquisizione del consenso informato, nelle procedure di farmacovigilanza e nel riconoscimento del nesso di causa di reazioni avverse alla profilassi vaccinale, affinché nulla di quanto accaduto si ripeta e continui a ripetersi.
L’associazione intende mettere a disposizione questo lavoro non solo alla Commissione di Inchiesta ma anche a tutti coloro che intendano farne uso per tutte le iniziative possibili di tutela dei propri diritti.
Staff COMILVA